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Bullismo e Cyberbullismo

  • Maria Teresa Romeo
  • 7 ore fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Nel 2024, il bullismo e il cyberbullismo continuano a rappresentare un problema per l’Italia, come evidenziato dai dati del sistema di sorveglianza HBSC. Nel 2022, il 15% dei/delle giovani ha riferito di essere stato/a vittima di bullismo o cyberbullismo almeno una volta. Il fenomeno è più diffuso tra gli 11enni (20%), con una riduzione nelle età superiori. Nonostante l'Italia sia meno colpita rispetto ad altri paesi, il cyberbullismo è in crescita a causa dell'aumento dell'uso di dispositivi elettronici e social media, con una prevalenza maggiore tra le ragazze (21,1%) rispetto ai ragazzi (17,2%). Complessivamente, rispetto ai dati del 2017/2018, l'incidenza complessiva è aumentata. 


I dati statistici sopra citati sottolineano la necessità di attuare interventi di prevenzione e supporto psicologico per proteggere la salute mentale dei/delle giovani e creare ambienti sicuri.

Di seguito verranno illustrati, nello specifico, i fenomeni di bullismo e cyberbullismo.

Il bullismo è definito come un insieme di atti aggressivi e prepotenze tra pari, manifestato attraverso derisioni, insulti, minacce, violenza fisica, furti di oggetti personali e isolamento sociale. È caratterizzato da intenzionalità, ripetizione nel tempo e asimmetria di potere tra bullo e vittima.

Il cyberbullismo rappresenta una forma di bullismo che avviene online tramite dispositivi tecnologici, come social network e piattaforme digitali. Qui i/le bulli/e, nascondendosi dietro identità false, attuano comportamenti dannosi, come l'invio di messaggi offensivi, minacce, ricatti e la diffusione di informazioni personali o riservate della vittima. Rispetto al bullismo tradizionale, il cyberbullismo può risultare più insidioso per l'anonimato e la rapidità di diffusione.


I fenomeni di bullismo e cyberbullismo sono caratterizzati dalla presenza di attori/attrici specifici. 

Il/la primo/a di essi/e è il/la bullo/a. Quest’ultimo/a agisce in modo violento e prepotente, manifestando irritabilità, mancanza di empatia, impulsività e atteggiamenti antisociali. Il/la cyberbullo può risultare ancora più pericoloso/a, essendo disinibito/a nell'anonimato del web e incapace di comprendere appieno le conseguenze delle proprie azioni, arrivando a un processo di depersonalizzazione.

Dall’altro lato, la vittima rappresenta il soggetto che soccombe al fenomeno di bullismo e cyberbullismo e subisce dei comportamenti di violenza e/o discriminazione da parte del/della bullo/a. Può assumere diverse forme, come la vittima sottomessa, timida e insicura; la vittima provocatrice, che reagisce al bullo alimentando i conflitti; la vittima ambigua, che accusa ingiustamente persone innocenti; e la vittima reattiva, che risponde alle provocazioni, aggravando spesso la situazione.

Anche il contesto ricopre un ruolo fondamentale: docenti, educatori/trici, genitori e coetanei/e hanno la possibilità intervenire o ignorare il problema, contribuendo così a fermare o perpetuare il fenomeno.


Le vittime di bullismo e cyberbullismo subiscono danni psicologici, come paura, scarsa autostima, isolamento sociale, disturbi del sonno e dell'alimentazione, e nei casi più gravi, depressione e ansia.


Al fine di contrastare i fenomeni di bullismo e cyberbullismo, l’Italia ha adottato diverse leggi, come la Legge 71 del 2017 che promuove interventi preventivi e il supporto psicologico per le vittime. Inoltre, il Decreto Prot. n. 256 del 2024 assegna fondi alle scuole per progetti di sensibilizzazione e formazione, con l'obiettivo di prevenire il cyberbullismo attraverso l'educazione digitale e la creazione di ambienti scolastici sicuri. La Legge 107 del 2015, conosciuta come "Buona Scuola", incentiva l'insegnamento di competenze digitali e l'uso consapevole dei social media, mentre il Decreto Prot. n. 1176 del 2022 distribuisce fondi agli Uffici Scolastici Regionali per progetti di prevenzione nelle scuole.


 
 
 

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