Phubbing: quando lo smartphone prende il sopravvento sulle relazioni
- Maria Teresa Romeo
- 7 ore fa
- Tempo di lettura: 1 min
Il termine “phubbing” nasce dall’unione di “phone” (telefono) e “snubbing” (snobbare) e indica l’atto di ignorare chi ci sta davanti concentrandosi sul proprio smartphone o su altri dispositivi tecnologici. Si tratta di un comportamento che segnala una mancanza di coinvolgimento emotivo e compromette la qualità della comunicazione, sia verbale che non verbale.
Come si manifesta il phubbing
Il phubbing può manifestarsi in diverse forme, ad esempio:
avere sempre il telefono a portata di mano;
controllare lo schermo mentre si chiacchiera con qualcuno;
rispondere continuamente ai messaggi;
verificare ogni notifica che arriva.
Anche se può sembrare innocuo, questo atteggiamento può generare frustrazione, incomprensione e essere percepito come una mancanza di rispetto dalle persone presenti.
Negli ultimi anni, numerosi studi hanno approfondito il fenomeno, evidenziando che la dipendenza da smartphone, la FOMO (paura di essere esclusi dai social) e la scarsa capacità di autocontrollo sono tra le principali cause del phubbing. Le ricerche mostrano anche come questo comportamento peggiori significativamente la comunicazione e le relazioni interpersonali.
Nei contesti familiari, il phubbing può creare distacco emotivo tra genitori e figli, generando un senso di trascuratezza. Nelle relazioni romantiche, può ridurre la soddisfazione della coppia e, nel tempo, contribuire a vere e proprie crisi.
Il fenomeno è sempre più diffuso anche a scuola: i giovani trascorrono gran parte del tempo al cellulare, diventando distratti durante le lezioni e meno produttivi. Anche in questo caso, il phubbing influenza negativamente le interazioni tra compagni e il rendimento scolastico.
Ti è mai capitato di fare phubbing con il partner, la famiglia o a scuola? Riconoscere questo comportamento è il primo passo per migliorare la comunicazione e rafforzare le relazioni.


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